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Una grande rete di solidarietà: intervista a Secondo Cavallari, per otto anni presidente di Auser Bologna, per un bilancio di fine mandato

Associazione di Volontariato per

 

l'AUtogestione dei SERvizi e la Solidarieta

“Otto anni sono volati… Ricordo ancora quando Edgarda Degli Esposti, l’allora presidente, mi ha proposto di sostituirla. Nel giro di poco mi sono ritrovato in un tempo completamente assorbito dall’Auser, una realtà che da sempre realizza progetti, molti di più di quelli che si vedono dall’esterno. La mia avventura è nata nei territori, girando i 50 Comuni in cui sono presenti i gruppi di volontari e le attività. Ho scoperto una rete ricca di volontari che praticano esperienze meravigliose, promuovendo il welfare, l’inclusione e costruendo risposte per i diversi bisogni emergenti”.

Dal 2009 ad oggi, ci sono stati dei cambiamenti e delle sfide che l'Auser ha dovuto affrontare?
“Il cambiamento è stato pesante. Nel 2011 abbiamo avviato il progetto 'La città fragile' rivolto agli anziani in difficoltà economiche. A Bologna, la crisi economica non era ancora sentita come un problema imminente, ma già da allora potevamo registrare situazioni in cui il reddito da pensioni e la perdita di lavoro iniziavano a produrre disagio e disuguaglianze sociali. Anche il volontariato stava cambiando: in quanti sono arrivati per chiederci di impegnare il loro tempo, per superare la crisi che stavano attraversando, giovani e meno giovani, esodati e disoccupati che hanno trovato nella nostra associazione una realtà alleata e solidale. Da quegli anni in avanti, abbiamo sviluppato un altro ambito, quello delle 'nuove povertà' sperimentando progetti, dal Microcredito, realizzato con l’ASP, il Comune di Bologna e EmilBanca per aiutare le persone a ottenere piccoli prestiti utili a superare le difficoltà, a tanti altri come gli empori solidali, le collette alimentari e il sostegno psicologico a chi ha bisogno, esperienze realizzate con le Istituzioni, le associazioni e i sindacati coinvolti. Illustrare tutte le attività è davvero impossibile, però ancora oggi possiamo affermare che Auser Bologna è una realtà capace in tutti i suoi aspetti di farsi carico dei problemi e di partecipare a una grande rete di solidarietà che si esprime nei sorrisi dei volti di parecchie persone. Basta scorrere il nostro bilancio per accorgersi di quanti milioni di chilometri percorrono i nostri volontari per garantire l’accompagnamento sociale a un’utenza non auto-sufficiente e svantaggiata, o girare nei luoghi della cultura per cogliere l’impegno nei musei, nelle mostre e nelle biblioteche. Cito un altro progetto del 2012, il primo rivolto ai rifugiati arrivati in Italia: giovani e preparati che attraverso un accordo con la Croce Rossa il Comune di Bologna e il Tribunale hanno svolto diverse attività nella nostra associazione".

Cosa auguri al futuro dell’Auser?
"Auguro di continuare ad affrontare i problemi, trovando sempre le soluzioni che servono. Mi auguro che Auser Benessere, la nuova avventura degli ultimi mesi, possa crescere, insieme a tutte le 4000 persone che oggi rappresentano l’associazione perché solo grazie a loro l’Auser esiste e funziona. Un grazie speciale a Edgarda Degli Esposti e a Bruno Pizzica per avermi convinto a percorrere questa strada. E quanto a me, spero di poter continuare a dare un contributo come volontario, da ora ai prossimi vent’anni".

 

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