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Auser Bologna News

Associazione di Volontariato per l'AUtogestione dei SERvizi e la Solidarietà

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Nessuno Escluso: un ponte tra giovani e anziani

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Costruire una comunità solidale e partecipe, creando un ponte tra giovani e anziani: sono questi i principali obiettivi del progetto “Nessuno escluso”, che, da pochi giorni, ha preso il via.
“Nessuno escluso” è un progetto di rete, - promosso da Auser Bologna, dal Centro Servizi di Volontariato, in collaborazione con lo SPI – CGIL e numerose associazioni, scuole ed enti pubblici - che andrà a coinvolgere, in particolare, i Comuni di Castel d’Aiano, Vergato-Tolè, Savigno e Castello di Serravalle. A partire proprio dai mesi di giugno e di luglio, infatti, questi comuni di montagna saranno teatro di numerosi momenti di incontro, attività creative e di spettacolo, rivolte sia ai giovani e che ai meno giovani!
Grazie anche all’importante supporto delle associazioni presenti sul territorio e alla competenza di bravissimi formatori che hanno deciso di prendere parte al progetto, in ognuno di questi paesi si attiveranno interessanti e divertenti laboratori creativi e ricreativi, aperti gratuitamente a tutti coloro che desidereranno partecipare! Nel Comune di Savigno, ad esempio, ci sarà un laboratorio di teatro dell’oppresso a cui parteciperanno, assieme ai volontari Auser, i ragazzi centro socio-educativo, ed un laboratorio di danze popolari, che coinvolgerà i ragazzi disabili ospiti del “Villaggio senza barriere”. A Fagnano una volontaria Auser, affermata scultrice, terrà un laboratorio di scultura con i ragazzi disabili della Casa Famiglia Sant’Agostino. A Castel d’Aiano, Comune in cui è stato recentemente inaugurato un plastico della Linea Gotica ammirato in tutta Italia, si terrà un “laboratorio cinematografico”, in cui i volontari Auser e i ragazzi che desidereranno partecipare, raccoglieranno le storie di coloro che hanno vissuto l’esperienza della Resistenza e ne realizzeranno un cortometraggio. A Vergato, invece, una ex-docente del DAMS, terrà un laboratorio sulle danze polari della Valle del Reno. Mentre a Tolè, già teatro della manifestazione “Arte e Fontane”, in cui, grazie al contributo di Auser, la cittadina si è arricchita di tantissime opere realizzate da famosi artisti, si è deciso di avviare una nuova esperienza artistica, attivando dei laboratori di pittura nelle scuole elementari.
Tutte attività, insomma, volte a coinvolgere le varie componenti della cittadinanza e a valorizzare la storia e le tradizioni locali. <<Questo progetto – spiega la Presidente di Auser Bologna, Edgarda Degli Esposti – si fonda proprio sulla valorizzazione del territorio e dei saperi presenti. La scelta di questi comuni nasce proprio dal fatto che sono luoghi in cui è presente una storia forte e una profonda congiunzione creativa tra soggetti diversi, appartenenti a diverse generazioni.>>
Chiaramente un progetto tanto articolato non può che essere il frutto di un’ampia partnership: una vasta rete, fatta di associazioni ed enti, resa possibile anche grazie alla collaborazione con il Centro Servizi. << Per il Centro Servizi è molto importante valorizzare questi progetti. –spiega il Presidente Piero Stefani – Perché servono a documentare, a raccontare le storie e i percorsi personali di ognuno…Si tratta di progetti che vengono davvero a incidere sul territorio, allargando la partecipazione, non solo ai volontari, ma a tutta la cittadinanza e, in modo particolare, ai giovani e agli anziani.>>
Il valore del progetto, infatti, sta proprio nella grande attenzione all’intergenerazionalità: <<L’intergenerazionalità, la relazione tra i volontari dell’Auser, non più giovani, ed i ragazzi, è un principio fondamentale per la nostra associazione. – prosegue Edgarda Degli Esposti – L’auser infatti è un soggetto che lavora per favorire la coesione sociale, creando, attraverso la pratica operativa quotidiana, delle vere relazioni…perché è solo così che veramente “nessuno è escluso!”>>

Per informazioni e iscrizioni ai laboratori: Antonella Di Pietro (Auser Bologna), tel. 051/422.60.11

Alla scoperta dell'Auser di San Giorgio di Piano

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San Giorgio di Piano è certamente uno dei Comuni in cui l’Auser è più attiva. Nonostante le modeste dimensioni del Paese si contano infatti ben quaranta volontari attivi e oltre novanta soci. Merito del grande impegno sociale degli abitanti e della forte coesione tra Auser, Comune e AUSL.

L’Auser di San Giorgio rappresenta un tassello fondamentale nel welfare locale: i progetti in cui è impegnata sono numerosissimi e quasi tutti realizzati in raccordo con il Comune. <<Tra le nostre principali attività – spiega la coordinatrice Maria Monti – ci sono certamente i servizi di trasporto. San Giorgio non è distante da Bologna e da alcuni Comuni ben attrezzati, ma è poco collegata  dai mezzi pubblici. Così tantissimi volontari Auser svolgono principalmente attività di trasporto: ad esempio accompagnano gli anziani a fare visite e terapie, portano ogni giorno al lavoro o a scuola i ragazzi disabili, portano tutte le mattine gli anziani al centro diurno della Casa di Riposo del Comune,…>> . <<Abbiamo anche un servizio di trasporto realizzato in collaborazione con Reparto Salute Mentale della Ausl, - prosegue - i nostri volontari accompagnano anziani e disabili mentali al “Centro Arcobaleno”, in cui svolgono attività creative e ricreative!>>
Ma l’Auser  di San Giorgio non si limita certo solo al trasporto. I progetti realizzati insieme al  Comune sono infatti molteplici: dal servizio Ecoverde, in cui i volontari curano i parchi del paese, alle attività di promozione culturale, al supporto agli autisti comunali durante i servizi di Scuolabus,… tra tutti brilla certamente per la sua originalità il progetto della “Stazione Ecologica”.
<<La stazione ecologica è sicuramente uno dei nostri fiori all’occhiello – spiega la coordinatrice Maria Monti –  Grazie a questo progetto infatti contribuiamo attivamente a rendere più vivibile il nostro Comune, coinvolgendo attivamente tutti i cittadini,…dai più anziani fino ai ragazzi delle scuole elementari>> Infatti i volontari Auser non si limitano solamente a smistare gli oggetti che vengono portati alla “Stazione”, ma tengono delle vere e proprie “lezioni di educazione ambientale” ai giovani delle scuole. <<Qualche settimana fa, in collaborazione con il Comune, abbiamo anche lanciato un concorso dedicato proprio agli studenti!- prosegue Maria Monti - Si chiama “Stasera lo butto” ed è una sorta di gara in cui i bambini devono portare alla Stazione Ecologica tutte le cose che non usano più; la classe che riuscirà ad accumulare più oggetti vincerà un premio! >> <<Si tratta di un’idea molto originale e importante, perché è giusto che ogni bambino impari a non buttare gli oggetti che non usa più e che potrebbero piacere a qualcun altro!>>  Questo spirito di scambio del resto è alla base della Stazione Ecologica: non solo i giocattoli, ma anche tutti gli oggetti che arrivano in buone condizioni vengono infatti tenuti da parte e dati a chi lo desidera in cambio di una piccola offerta, sempre e comunque libera. In un’ottica di solidarietà e aiuto reciproco che è certamente alle fondamenta anche di tutti gli altri progetti realizzati da Auser:<<La bellezza di fare del volontariato – spiega il volontario Mario Ferrioli – sta proprio nello scambio che si crea tra il volontario e l’assistito. Noi aiutiamo, ma veniamo anche aiutati dalle persone che assistiamo, perché, stando con loro, ci sentiamo davvero gratificati…E’ questa la cosa più bella: sentirci davvero utili!>>

Il Club Meno Più: il laboratorio di formazione permanente dell'Auser di Bologna

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Il Club Meno-Più nasce nel 1996 come punto di accoglienza realizzato da volontarie auser rivolto alle utenti del centro menopausa della Maternità di via d’Azeglio. Nel tempo si è trasformato in un Laboratorio di formazione permanente che, ogni settimana, organizza incontri conferenze escursioni a fini culturali rivolte alle associate Auser. Un’area tematica dell’Associazione tutta femminile, voluta, pensata e frequentata dalle donne dell’Auser, ma non solo. Ne parliamo con Lia Brusa,la principale organizzatrice dei calendari d’incontro, delle gite e degli appuntamenti del Club.

Come nasce il Club Meno-Più?
Il Club Meno-Più è nato intorno alla Maternità di via d’Azeglio per “ sostenere” le donne che attraversavano il periodo della menopausa. La menopausa è una fase della vita in cui molte donne si sentono veramente sole, perché il loro compagno, i figli, difficilmente capiscono i problemi che le affliggono . In questi momenti è molto importante ascoltare la voce amica di un’altra donna che magari sta attraversando le stesse esperienze. Il Club Meno-Più inizialmente è nato proprio per aiutare le donne a meglio fronteggiare queste problematiche…poi ha assunto un’altra dimensione…
Cos’è cambiato?
Intorno al 2000 il Club ha cominciato a organizzare delle conferenze a Palazzo D’Accursio. In quel periodo si parlava ancora quasi sempre di menopausa, ma gli incontri avevano cominciato ad assumere altre dimensioni. Hanno iniziato a prendervi parte degli specialisti: delle psicologhe, delle farmaciste, dei medici…
E poi?
Poi…è cambiato ancora. Il numero delle partecipanti è iniziato ad aumentare moltissimo e gli argomenti sono stati ampliati, per andare incontro, non solo alle donne in menopausa, ma anche a quelle più giovani. Così il Club ha assunto proprio un’altra dimensione! Oggi vi partecipano costantemente più di settanta persone, e non sono solo donne di età matura, ma anche adolescenti e persino alcuni mariti!
Che tipo di tematiche trattate?
Le tematiche sono molto varie, per venire incontro alle esigenze di tutte le partecipanti. Molti argomenti sono di “carattere medico”: invitiamo esperti di cardiologia, oculisti, nutrizionisti, psicologi, …Ma in linea di massima variamo molto, ad esempio abbiamo anche un’astrologa, oppure ogni tanto ci vengono a trovare due cuoche bolognesi di fama internazionale che tengono conferenze di cucina,…Insomma un po’ di tutto! Poi facciamo anche delle gite…
Dove siete state?
Attraverso alcune gite abbiamo cercato di ricostruire tutti i sapori della nostra terra: ad esempio siamo state a visitare la fabbrica del Parmigiano Reggiano, siamo stati al frantoio a Brisighella,…
Oppure percorriamo degli itinerari culturali e storici, organizziamo visite guidate alle mostre e ai musei…
C’è una relazione tra le attività che il Club Meno-Più organizzava inizialmente e quelle che fate oggi ?
Certamente. Anche se “ci siamo stancate” di parlare solamente di menopausa, ancor oggi il principale obiettivo della nostra attività è quello di fornire sostegno, aiuto alle donne  attraverso l’informazione,la conoscenza, la consapevolezza di se stesse del proprio corpo, e perché no….del suo crescente valore nonostante lo scorrere del tempo…….
Molte persone che vengono da noi sono sole: alcune ad esempio sono appena andate in pensione e si sentono sperdute, altre si sentono vuote perché i figli hanno preso la loro strada... Al giorno d’oggi poi si sono perse anche molte sicurezze: non c’è più sicurezza nella famiglia, non c’è più sicurezza nel lavoro, non c’è più sicurezza nei rapporti con gli altri… la conseguenza immediata è un inevitabile senso di solitudine e di smarrimento. I nostri gruppi, le nostre conferenze, le nostre gite, oltre che essere importanti momenti formativi, servono proprio a vincere questa solitudine, creando spazi di scambio, di condivisione e di dialogo. Per creare una relazione stringente fra le persone, una rete sempre più ricca e diffusa...Del resto questa è l’Auser.

Per conoscere il calendario degli incontri del Club Meno-Più: tel. 051/42.26.011

L'Auser di San Pietro in Casale. Intervista alla Coordinatrice Auser, Lucia Busi, e all’Assessore ai Servizi Sociali, Walter Caserta

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Il gruppo Auser di San Pietro in Casale è piuttosto ristretto, ma molto attivo, nell’anno passato ad esempio ha operato più di duemila interventi. Una grande attività resa possibile anche dalla stretta collaborazione tra Auser e Comune. Ne parliamo insieme alla Coordinatrice Lucia Busi e all’Assessore ai Servizi Sociali Walter Caserta.

Coordinatrice Busi, quali sono le attività di Auser a San Pietro in Casale?
Le attività che facciamo sono molteplici. Svolgiamo moltissimi servizi di trasporto, ad esempio portiamo gli anziani a fare le visite, gli portiamo a casa i medicinali, trasportiamo i ragazzi disabili,… Abbiamo anche delle attività didattiche molto originali all’interno delle scuole: i nostri volontari insegnano ai bambini la meccanica delle biciclette e dei motorini, oppure li accompagnano agli orti per spiegargli le piante,…
Insomma, siamo in pochi, ma ci diamo molto da fare; fino ad ora siamo riusciti a rispondere a tutte le richieste che ci sono state inoltrate!
Merito anche della collaborazione con gli enti locali?
Assolutamente sì. Fra Auser e Comune c’è una collaborazione fondamentale: infatti tutte le richieste che Auser riceve passano prima attraverso il Comune, salvo ovviamente i progetti che Auser svolge in proprio. In genere si tratta di utenti che si rivolgono ai servizi sociali oppure di portatori di handicap e invalidi civili.
Inoltre il Comune ci ha fornito una delle due auto che utilizziamo per i trasporti, che risulta essere molto importante per limitare il più possibile l’uso delle macchine personali dei volontari.
C’è una simile collaborazione anche con le altre associazioni che operano sul territorio?
Purtroppo no. Come Auser ci siamo prodigati tantissimo per riuscire a intrecciare i rapporti con le altre associazioni e creare un unico gruppo che lavori insieme, ma per il momento non c’è stata nessuna risposta. Speriamo che in futuro il Comune riesca a fare da tramite per creare questo rapporto.
E lei, Assessore, cosa ne pensa? E’ importane che le altre associazioni locali collaborino con Auser?
Assolutamente sì. Il problema è che le associazioni cattoliche sono molto chiuse e gelose dei loro contatti. E’ necessario quindi mettere in rete le associazioni, cercare di fare progetti comuni e fare delle “Feste del Volontariato “per farle interagire tra loro e far sì che si conoscano a vicenda.
C’è poi un grande bisogno di una collaborazione tra le associazioni di volontariato, anche per far fronte in modo unitario ai gravi tagli agli enti locali che verranno attuati con la prossima Finanziaria.
Ma è giusto che il volontariato si sostituisca al welfare in questo modo?
No, non è giusto che le associazioni debbano sostituire quello che invece dovrebbe garantire il sistema pubblico dei servizi. Purtroppo però con la nuova Finanziaria il taglio ai comuni sarà fortissimo. Per non perdere attività che vanno ormai avanti da decenni ci sarà bisogno dell’aiuto delle associazioni di volontariato, un aiuto che ovviamente non può essere sostitutivo alle attività che gli enti devono svolgere.
E Auser vi sta aiutando? Com’è il rapporto tra il Comune e l’Associazione?
Il rapporto con Auser è meraviglioso! I volontari formano un bellissimo gruppo, anche se sono un po’ pochi dinnanzi alle tante esigenze del Comune. Per questo è molto importante creare una rete tra le associazioni e far sì che si uniscano e operino tutte insieme!

I Gialli di Savena: un gruppo di volontari-autisti pronti a trasportare i bambini delle scuole del quartiere!

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Battezzati “Gialli” dai bambini, per via del colore del loro pulmino, i Gialli di Savena sono un gruppo di ex autisti in pensione, che, come volontari Auser, svolgono servizi di trasporto per le scuole del quartiere. <<Abbiamo cominciato a fare i volontari nel ‘97 – spiega il coordinatore dei Gialli, Luigi Pinardi – siamo tutti giovani pensionati dell’ATC, che hanno preso l’ultimo treno per andare in pensione dopo 35 anni di lavoro effettivi,.. così ci siam trovati ad essere pensionati a 48-49 anni>> In questo contesto nasce l’esperienza dei Gialli <<Io all’inizio mi annoiavo a stare a casa senza fare niente – prosegue Pinardi – poi mi hanno chiamato alcuni ex colleghi, c’era bisogno di volontari per mettere in piedi questo servizio. Ho provato e mi sono subito appassionato…>>
Ex autisti per professione e volontari per passione, i Gialli svolgono tantissimi trasporti: accompagnano i bambini alle gite, alle fattorie didattiche, al punto “Spazio” a fare attività psicomotorie… << Abbiamo molto successo, ci sono un sacco di richieste e molte volte non è possibile soddisfarle tutte. – continua Pinardi - Tutte le scuole che facciamo sono nel Savena. E’ stato l’unico quartiere di Bologna che ha pensato di avviare questo progetto e contattare noi volontari. All’inizio quando gli altri quartieri vedevano il nostro pulmino ci telefonavano e chiedevano se potevamo andare anche da loro…Noi ovviamente dovevamo dire di no perché già non è facile riuscire a soddisfare le richieste del nostro quartiere!>>
Infatti il Savena è l’unico quartiere di Bologna in cui operano i Gialli; inoltre qui sono attivi anche numerosi progetti dedicati ai bambini e alla manutenzione alla cura della scuole << Il nostro è un quartiere molto organizzato…- racconta il coordinatore Auser del quartiere, Lorenzi -  facciamo un sacco di attività molto belle, soprattutto con i bambini: ad esempio facciamo la manutenzione nelle scuole, cioè mettiamo in sicurezza le scuole del quartiere e facciamo dei lavoretti per far sì che non siano pericolose per i bambini..>>. <<In questo quartiere – prosegue -  abbiamo come Auser una settantina di volontari…non sono pochi: per esempio abbiamo degli ex falegnami, dei rilegatori di professione in pensione, che danno una mano in biblioteca,…poi ci sono i Gialli, che sono “unici” in tutta Bologna!>>
Ci si potrebbe chiedere perché un servizio come quello dei Gialli non venga attivato anche dagli altri quartieri << Il problema è che non è facile trovare gli autisti. – spiega Pinardi - La patente D viene revocata molto presto, solo a 60….Dopo la si può rinnovare per altri 5 anni, facendo una visita anno per anno, ma si tratta di una visita collegiale che va prenotata tre mesi prima e non tutti sono disposti a farla. Noi siamo andati in pensione presto e abbiamo avuto un sacco di tempo per fare volontariato…ma ora gli autisti vanno in pensione a 57-58 anni e dopo solo due anni gli viene revocata la patente.>> <<Infatti quando noi abbiamo cominciato eravamo in 13 – prosegue – ora siamo rimasti in 8. Per via di questa diminuzione di volontari abbiam dovuto rinunciare a svolgere alcuni servizi, come il trasporto scolastico in appoggio ai pullman ATC…ora non possiamo più farlo!>>
Quindi il servizio dei Gialli fra qualche anno forse dovrà cessare, a meno ché non si trovino delle soluzioni alternative. << Ci dispiace molto che l’esperienza dei Gialli si debba interrompere così – afferma Lorenzi – soprattutto perché i bambini li amano molto…per loro il pulmino giallo è sinonimo di “gita” e di gioia… e poi, in generale, il rapporto coi bambini è fantastico, ci vogliono proprio bene!>>.
Insomma, sembra davvero che qui al quartiere Savena, la relazione intergenerazionale, non sia solo teorica, ma una vera e propria realtà quotidiana.

Il Progetto Maquillage: piccole dimostrazioni di affetto per promuovere l’autostima nelle persone anziane!

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Il Progetto Maquillage nasce nel 2001 da una collaborazione tra Auser e Giovanni XXIII.
Ideato da Lia Brusa, consulente d’immagine e volontaria Auser, il progetto si fonda su un principio tanto semplice quanto importante: la promozione dell’autostima nelle persone anziane e sole, attraverso la cura del loro corpo e del loro benessere fisico. <<Il progetto è nato per caso… – spiega Lia Brusa – Ho pensato di utilizzare le mie competenze di consulenze di immagine per aiutare persone anziane a sole a volersi bene e a sentirsi ancora apprezzate e curate. >>
Ogni settimana Lia e altre cinque volontarie Auser si recano infatti a rotazione nelle tre sedi bolognesi del Giovanni XXIII, per “prendersi cura” delle persone ricoverate: le pettinano, le truccano, svolgono trattamenti di pulizia del viso e di idratazione della pelle, ma soprattutto stanno con loro, le fanno sentire amate e apprezzate. <<Quello cerchiamo di fare è dare a queste persone delle piccole dimostrazioni di affetto e di cura. – prosegue Lia – Quando si è anziane e malate, infatti, anche piccoli gesti come venire truccata o pettinata, assumono un valore immenso, perché ti fanno sentire considerata, amata… Noi facciamo capire che siamo lì proprio per loro, che siamo davvero felici di occuparci di loro e di curare il loro aspetto.>>
Il Progetto, che brilla certamente per la sua originalità, ha riscosso fino ad oggi un grande successo: non solo, infatti, ha coinvolto un numero sempre maggiore di anziani -si è passati da gruppi di cinque a gruppi di quindici-sedici utenti per ogni trattamento - ma ha visto anche il grande interessamento delle televisione nazionale, che vi ha dedicato diverse trasmissioni e reportage.
Un successo dovuto certamente alla forte collaborazione tra Auser e Giovanni XXIII e al grande impegno e cura che le volontarie Auser dedicano a questa attività. << Ciò che amo di più di questo progetto – prosegue Lia – è proprio il rapporto di affetto che si è creato tra noi volontarie e le signore di cui ci prendiamo cura. Ogni volta che terminiamo un trattamento queste signore ci ringraziano sempre e si preoccupano di sapere quando torneremo a trovarle. Questo dimostra proprio come la nostra presenza sia fondamentale non solo per migliorare il loro benessere psicofisico, ma anche farle sentire amate.>>

 

8 marzo: ma cosa c'è da festeggiare?

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La condizione femminile in Italia, dagli anni Sessanta a oggi, sembra essere profondamente mutata. Questi mutamenti non sono certo il frutto della casualità, ma delle lotte di molte donne che per decenni si sono battute per consolidare importanti diritti: dal divorzio, al diritto alla maternità, alla tutela sul lavoro, alla possibilità di interrompere volontariamente la gravidanza, fino alla legge che condanna la violenza sessuale come crimine, non più contro la proprietà, ma contro la persona. Grazie alle battaglie e alle conquiste delle nostre nonne e madri noi ventenni e trentenni di oggi siamo cresciute in un mondo più libero, più democratico, abbiamo potuto “alzare la voce”, “dire la nostra”, senza essere condannate o discriminate. Ma alzando lo sguardo dall’apparente realtà quotidiana e guardandoci indietro possiamo veramente sostenere che oggi, a molti anni di distanza da queste battaglie esista veramente una condizione di pari dignità e opportunità per le donne? Le donne di oggi vivono veramente in una realtà di piena libertà e consolidamento dei diritti?
Allargando il nostro sguardo sul mondo ci accorgiamo che milioni di donne ancor oggi sono terrorizzate da violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione. Secondo i dati di Amnesty International negli ultimi cinque anni, in Pakistan, in Bangladesh e in Giordania,  migliaia di donne sono state vittime di “crimini d’onore”, come la tortura e lo sfregio con l’acido, che in molti casi culminano anche nell’omicidio. In molti paesi, e in particolare in Arabia Saudita, le lavoratrici domestiche, generalmente di nazionalità straniera, vengono frequentemente maltrattate dai loro datori di lavoro, derubate dei loro documenti e costrette a vivere in condizioni di lavoro forzato. In India e in alcuni paesi asiatici, la discriminazione delle donne spesso precede la loro nascita, tramite la pratica dell’aborto selettivo, o la segue immediatamente, attraverso l’infanticidio delle bambine. In queste zone, sempre negli ultimi cinque anni, si è andato inoltre a consolidare il mercato del turismo sessuale: una compravendita di bambine e adolescenti cedute per pochi soldi dalle loro povere famiglie a profittatori che le espongono come esca ai “clienti” occidentali.
La donna inoltre continua ad essere frequentemente vittima di aggressioni, violenze fisiche, stupri, sia fuori che dentro l’ambito familiare, fin dalla più tenera età. La terribile piaga della violenza sessuale non coinvolge solamente il Terzo Mondo, ma appare, al giorno d’oggi sempre più frequente anche in Europa e negli Stati Uniti.
Mentre nel resto del Mondo la donna appare quindi ancor oggi vittima di violenze e soprusi, nel nostro paese assistiamo quotidianamente a una continua messa in discussione di importanti conquiste faticosamente ottenute. Infatti, l’attuale Governo, da un lato, in nome di una falsa e ipocrita “morale cattolica”, ha tolto a molte donne, con l’approvazione della legge sulla fecondazione assistita, la speranza di avere dei figli, e ha messo in discussione il diritto all’interruzione di gravidanza volontaria proponendo di introdurre i volontari del “Movimento per la vita” dentro i consultori e ostacolando l’uso della RU 486; dall’altro ha precarizzato totalmente il mondo del lavoro, togliendo così a molto donne il diritto di essere madri e nello stesso tempo lavoratrici, e quindi la possibilità di un’autosufficienza economica indispensabile per un qualsiasi progetto di vita dignitoso.
Insomma ancor oggi, a ormai trent’anni dalle grandi battaglie delle donne, sia il quadro nazionale che internazionale sembra essere tutt’altro che roseo. La mia generazione, cresciuta in un ambito sociale, culturale e politico di diritti consolidati in anni di battaglie, si trova ora in una situazione particolarmente difficile. Ma la lotta per la libertà donne non conosce sosta, porta con se degli obiettivi troppo importanti per essere abbandonati. La nostra battaglia

L'Auser e il Congresso dello SPI. Una riflessione di Edgarda Degli Esposti, Presidente di Auser Bologna

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In questo periodo lo S.P.I. ha realizzato una vasta mobilitazione fra i suoi iscritti attraverso decine e decine di congressi di lega. Un’occasione importante per mettere a punto le linee programmatiche e l’iniziativa politica che impegnerà la categoria nei prossimi tempi. Questa occasione è stata colta dai volontari/e Auser e dal gruppo dirigente dell’associazione come un’opportunità reale di confronto,di scambio di orientamento, su temi cruciali come il welfare inteso nella sua accezione più ampia ed al contempo declinata localmente come “sistema dei servizi territoriali”, con tutte le implicanze i nessi le articolazioni che ciò comporta; si è parlato di tutele collettive e individuali, della prospettive degli anziani mai però intesi come un gruppo sociale omogeneo o indifferenziato, ma come un universo variegato,articolato, nelle sue potenzialità possibilità e bisogni di natura molteplice e che quindi richiede risposte e strategie molteplici e creative. Le bellissime conferenze di Woof del resto hanno focalizzato perfettamente questa situazione.
Si è parlato di politica , di governo nazionale e locale fuori da ogni estemporaneità o superficialità, ma con capacità critica e sempre propositiva ;di democrazia, di costituzione, di legalità e di solidarietà come progetto etico di civiltà, di una libertà delle donne che non tollera interferenze o incursioni da parte di chicchessia. Una discussione davvero stimolante per volontari/e di una associazione come Auser molto attenta e sensibile a tematiche intimamente connesse alla qualità sociale, morale materiale, alla dignità ed ai diritti delle persone anziane. Poiché Auser coerente e fedele alla propria missione, spende ogni giorno fiumi di energia per affermare un modello sociale e culturale coeso,forte che rispetti ed esalti la persona per quello che è, e per quello che può offrire in termini di saperi, esperienze, relazioni, scambi sociali, affinché nessuno si senta estromesso, escluso, isolato, straniero o profugo in un mondo davvero troppo ostile per chi straniero o profugo lo è davvero. Una discussione molto seguita, sentita partecipata con l’eccezione di qualche crepa nelle leghe della città poiché il modello organizzativo dell’associazione non consente  la presenza “ materiale” di un referente Auser per lega; ciò non impedisce che si esprima ugualmente la necessaria sinergia e collaborazione: semplicemente basta volerlo. Mi si dice che ovunque la discussione è stata profonda interessante. La mia personale esperienza al congresso della Lega Bolognina mi ha  parlato di un sindacato veramente rappresentativo dei bisogni concreti e simbolici degli anziani, un sindacato di livello, di nitida coscienza, di uno stile alto, di uno spessore politico all’altezza dei tempi difficili e complessi  che viviamo e che ci attendono. Una capacità di analisi di sintesi e di progettualità che immagino troverà nuovi traguardi e nuove partenze nei direttivi congiunti SPI-AUSER che si riuniranno nei prossimi giorni. Una partnership che via via troverà sempre nuove ragioni e nuove occasioni per riconoscersi, per affinarsi, cementarsi, ed affrontare un domani pieno di incognite con qualche certezza in più.