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Auser Bologna News

Associazione di Volontariato per l'AUtogestione dei SERvizi e la Solidarietà

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I Gialli di Savena: un gruppo di volontari-autisti pronti a trasportare i bambini delle scuole del quartiere!

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Battezzati “Gialli” dai bambini, per via del colore del loro pulmino, i Gialli di Savena sono un gruppo di ex autisti in pensione, che, come volontari Auser, svolgono servizi di trasporto per le scuole del quartiere. <<Abbiamo cominciato a fare i volontari nel ‘97 – spiega il coordinatore dei Gialli, Luigi Pinardi – siamo tutti giovani pensionati dell’ATC, che hanno preso l’ultimo treno per andare in pensione dopo 35 anni di lavoro effettivi,.. così ci siam trovati ad essere pensionati a 48-49 anni>> In questo contesto nasce l’esperienza dei Gialli <<Io all’inizio mi annoiavo a stare a casa senza fare niente – prosegue Pinardi – poi mi hanno chiamato alcuni ex colleghi, c’era bisogno di volontari per mettere in piedi questo servizio. Ho provato e mi sono subito appassionato…>>
Ex autisti per professione e volontari per passione, i Gialli svolgono tantissimi trasporti: accompagnano i bambini alle gite, alle fattorie didattiche, al punto “Spazio” a fare attività psicomotorie… << Abbiamo molto successo, ci sono un sacco di richieste e molte volte non è possibile soddisfarle tutte. – continua Pinardi - Tutte le scuole che facciamo sono nel Savena. E’ stato l’unico quartiere di Bologna che ha pensato di avviare questo progetto e contattare noi volontari. All’inizio quando gli altri quartieri vedevano il nostro pulmino ci telefonavano e chiedevano se potevamo andare anche da loro…Noi ovviamente dovevamo dire di no perché già non è facile riuscire a soddisfare le richieste del nostro quartiere!>>
Infatti il Savena è l’unico quartiere di Bologna in cui operano i Gialli; inoltre qui sono attivi anche numerosi progetti dedicati ai bambini e alla manutenzione alla cura della scuole << Il nostro è un quartiere molto organizzato…- racconta il coordinatore Auser del quartiere, Lorenzi -  facciamo un sacco di attività molto belle, soprattutto con i bambini: ad esempio facciamo la manutenzione nelle scuole, cioè mettiamo in sicurezza le scuole del quartiere e facciamo dei lavoretti per far sì che non siano pericolose per i bambini..>>. <<In questo quartiere – prosegue -  abbiamo come Auser una settantina di volontari…non sono pochi: per esempio abbiamo degli ex falegnami, dei rilegatori di professione in pensione, che danno una mano in biblioteca,…poi ci sono i Gialli, che sono “unici” in tutta Bologna!>>
Ci si potrebbe chiedere perché un servizio come quello dei Gialli non venga attivato anche dagli altri quartieri << Il problema è che non è facile trovare gli autisti. – spiega Pinardi - La patente D viene revocata molto presto, solo a 60….Dopo la si può rinnovare per altri 5 anni, facendo una visita anno per anno, ma si tratta di una visita collegiale che va prenotata tre mesi prima e non tutti sono disposti a farla. Noi siamo andati in pensione presto e abbiamo avuto un sacco di tempo per fare volontariato…ma ora gli autisti vanno in pensione a 57-58 anni e dopo solo due anni gli viene revocata la patente.>> <<Infatti quando noi abbiamo cominciato eravamo in 13 – prosegue – ora siamo rimasti in 8. Per via di questa diminuzione di volontari abbiam dovuto rinunciare a svolgere alcuni servizi, come il trasporto scolastico in appoggio ai pullman ATC…ora non possiamo più farlo!>>
Quindi il servizio dei Gialli fra qualche anno forse dovrà cessare, a meno ché non si trovino delle soluzioni alternative. << Ci dispiace molto che l’esperienza dei Gialli si debba interrompere così – afferma Lorenzi – soprattutto perché i bambini li amano molto…per loro il pulmino giallo è sinonimo di “gita” e di gioia… e poi, in generale, il rapporto coi bambini è fantastico, ci vogliono proprio bene!>>.
Insomma, sembra davvero che qui al quartiere Savena, la relazione intergenerazionale, non sia solo teorica, ma una vera e propria realtà quotidiana.

Il Progetto Maquillage: piccole dimostrazioni di affetto per promuovere l’autostima nelle persone anziane!

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Il Progetto Maquillage nasce nel 2001 da una collaborazione tra Auser e Giovanni XXIII.
Ideato da Lia Brusa, consulente d’immagine e volontaria Auser, il progetto si fonda su un principio tanto semplice quanto importante: la promozione dell’autostima nelle persone anziane e sole, attraverso la cura del loro corpo e del loro benessere fisico. <<Il progetto è nato per caso… – spiega Lia Brusa – Ho pensato di utilizzare le mie competenze di consulenze di immagine per aiutare persone anziane a sole a volersi bene e a sentirsi ancora apprezzate e curate. >>
Ogni settimana Lia e altre cinque volontarie Auser si recano infatti a rotazione nelle tre sedi bolognesi del Giovanni XXIII, per “prendersi cura” delle persone ricoverate: le pettinano, le truccano, svolgono trattamenti di pulizia del viso e di idratazione della pelle, ma soprattutto stanno con loro, le fanno sentire amate e apprezzate. <<Quello cerchiamo di fare è dare a queste persone delle piccole dimostrazioni di affetto e di cura. – prosegue Lia – Quando si è anziane e malate, infatti, anche piccoli gesti come venire truccata o pettinata, assumono un valore immenso, perché ti fanno sentire considerata, amata… Noi facciamo capire che siamo lì proprio per loro, che siamo davvero felici di occuparci di loro e di curare il loro aspetto.>>
Il Progetto, che brilla certamente per la sua originalità, ha riscosso fino ad oggi un grande successo: non solo, infatti, ha coinvolto un numero sempre maggiore di anziani -si è passati da gruppi di cinque a gruppi di quindici-sedici utenti per ogni trattamento - ma ha visto anche il grande interessamento delle televisione nazionale, che vi ha dedicato diverse trasmissioni e reportage.
Un successo dovuto certamente alla forte collaborazione tra Auser e Giovanni XXIII e al grande impegno e cura che le volontarie Auser dedicano a questa attività. << Ciò che amo di più di questo progetto – prosegue Lia – è proprio il rapporto di affetto che si è creato tra noi volontarie e le signore di cui ci prendiamo cura. Ogni volta che terminiamo un trattamento queste signore ci ringraziano sempre e si preoccupano di sapere quando torneremo a trovarle. Questo dimostra proprio come la nostra presenza sia fondamentale non solo per migliorare il loro benessere psicofisico, ma anche farle sentire amate.>>

 

8 marzo: ma cosa c'è da festeggiare?

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La condizione femminile in Italia, dagli anni Sessanta a oggi, sembra essere profondamente mutata. Questi mutamenti non sono certo il frutto della casualità, ma delle lotte di molte donne che per decenni si sono battute per consolidare importanti diritti: dal divorzio, al diritto alla maternità, alla tutela sul lavoro, alla possibilità di interrompere volontariamente la gravidanza, fino alla legge che condanna la violenza sessuale come crimine, non più contro la proprietà, ma contro la persona. Grazie alle battaglie e alle conquiste delle nostre nonne e madri noi ventenni e trentenni di oggi siamo cresciute in un mondo più libero, più democratico, abbiamo potuto “alzare la voce”, “dire la nostra”, senza essere condannate o discriminate. Ma alzando lo sguardo dall’apparente realtà quotidiana e guardandoci indietro possiamo veramente sostenere che oggi, a molti anni di distanza da queste battaglie esista veramente una condizione di pari dignità e opportunità per le donne? Le donne di oggi vivono veramente in una realtà di piena libertà e consolidamento dei diritti?
Allargando il nostro sguardo sul mondo ci accorgiamo che milioni di donne ancor oggi sono terrorizzate da violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione. Secondo i dati di Amnesty International negli ultimi cinque anni, in Pakistan, in Bangladesh e in Giordania,  migliaia di donne sono state vittime di “crimini d’onore”, come la tortura e lo sfregio con l’acido, che in molti casi culminano anche nell’omicidio. In molti paesi, e in particolare in Arabia Saudita, le lavoratrici domestiche, generalmente di nazionalità straniera, vengono frequentemente maltrattate dai loro datori di lavoro, derubate dei loro documenti e costrette a vivere in condizioni di lavoro forzato. In India e in alcuni paesi asiatici, la discriminazione delle donne spesso precede la loro nascita, tramite la pratica dell’aborto selettivo, o la segue immediatamente, attraverso l’infanticidio delle bambine. In queste zone, sempre negli ultimi cinque anni, si è andato inoltre a consolidare il mercato del turismo sessuale: una compravendita di bambine e adolescenti cedute per pochi soldi dalle loro povere famiglie a profittatori che le espongono come esca ai “clienti” occidentali.
La donna inoltre continua ad essere frequentemente vittima di aggressioni, violenze fisiche, stupri, sia fuori che dentro l’ambito familiare, fin dalla più tenera età. La terribile piaga della violenza sessuale non coinvolge solamente il Terzo Mondo, ma appare, al giorno d’oggi sempre più frequente anche in Europa e negli Stati Uniti.
Mentre nel resto del Mondo la donna appare quindi ancor oggi vittima di violenze e soprusi, nel nostro paese assistiamo quotidianamente a una continua messa in discussione di importanti conquiste faticosamente ottenute. Infatti, l’attuale Governo, da un lato, in nome di una falsa e ipocrita “morale cattolica”, ha tolto a molte donne, con l’approvazione della legge sulla fecondazione assistita, la speranza di avere dei figli, e ha messo in discussione il diritto all’interruzione di gravidanza volontaria proponendo di introdurre i volontari del “Movimento per la vita” dentro i consultori e ostacolando l’uso della RU 486; dall’altro ha precarizzato totalmente il mondo del lavoro, togliendo così a molto donne il diritto di essere madri e nello stesso tempo lavoratrici, e quindi la possibilità di un’autosufficienza economica indispensabile per un qualsiasi progetto di vita dignitoso.
Insomma ancor oggi, a ormai trent’anni dalle grandi battaglie delle donne, sia il quadro nazionale che internazionale sembra essere tutt’altro che roseo. La mia generazione, cresciuta in un ambito sociale, culturale e politico di diritti consolidati in anni di battaglie, si trova ora in una situazione particolarmente difficile. Ma la lotta per la libertà donne non conosce sosta, porta con se degli obiettivi troppo importanti per essere abbandonati. La nostra battaglia

L'Auser e il Congresso dello SPI. Una riflessione di Edgarda Degli Esposti, Presidente di Auser Bologna

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In questo periodo lo S.P.I. ha realizzato una vasta mobilitazione fra i suoi iscritti attraverso decine e decine di congressi di lega. Un’occasione importante per mettere a punto le linee programmatiche e l’iniziativa politica che impegnerà la categoria nei prossimi tempi. Questa occasione è stata colta dai volontari/e Auser e dal gruppo dirigente dell’associazione come un’opportunità reale di confronto,di scambio di orientamento, su temi cruciali come il welfare inteso nella sua accezione più ampia ed al contempo declinata localmente come “sistema dei servizi territoriali”, con tutte le implicanze i nessi le articolazioni che ciò comporta; si è parlato di tutele collettive e individuali, della prospettive degli anziani mai però intesi come un gruppo sociale omogeneo o indifferenziato, ma come un universo variegato,articolato, nelle sue potenzialità possibilità e bisogni di natura molteplice e che quindi richiede risposte e strategie molteplici e creative. Le bellissime conferenze di Woof del resto hanno focalizzato perfettamente questa situazione.
Si è parlato di politica , di governo nazionale e locale fuori da ogni estemporaneità o superficialità, ma con capacità critica e sempre propositiva ;di democrazia, di costituzione, di legalità e di solidarietà come progetto etico di civiltà, di una libertà delle donne che non tollera interferenze o incursioni da parte di chicchessia. Una discussione davvero stimolante per volontari/e di una associazione come Auser molto attenta e sensibile a tematiche intimamente connesse alla qualità sociale, morale materiale, alla dignità ed ai diritti delle persone anziane. Poiché Auser coerente e fedele alla propria missione, spende ogni giorno fiumi di energia per affermare un modello sociale e culturale coeso,forte che rispetti ed esalti la persona per quello che è, e per quello che può offrire in termini di saperi, esperienze, relazioni, scambi sociali, affinché nessuno si senta estromesso, escluso, isolato, straniero o profugo in un mondo davvero troppo ostile per chi straniero o profugo lo è davvero. Una discussione molto seguita, sentita partecipata con l’eccezione di qualche crepa nelle leghe della città poiché il modello organizzativo dell’associazione non consente  la presenza “ materiale” di un referente Auser per lega; ciò non impedisce che si esprima ugualmente la necessaria sinergia e collaborazione: semplicemente basta volerlo. Mi si dice che ovunque la discussione è stata profonda interessante. La mia personale esperienza al congresso della Lega Bolognina mi ha  parlato di un sindacato veramente rappresentativo dei bisogni concreti e simbolici degli anziani, un sindacato di livello, di nitida coscienza, di uno stile alto, di uno spessore politico all’altezza dei tempi difficili e complessi  che viviamo e che ci attendono. Una capacità di analisi di sintesi e di progettualità che immagino troverà nuovi traguardi e nuove partenze nei direttivi congiunti SPI-AUSER che si riuniranno nei prossimi giorni. Una partnership che via via troverà sempre nuove ragioni e nuove occasioni per riconoscersi, per affinarsi, cementarsi, ed affrontare un domani pieno di incognite con qualche certezza in più.

 

Il 60° anniversario della Liberazione...nella Città che Apprende

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Dal 21 al 24 settembre si è svolta a Bologna e in numerose città dell’Emilia Romagna, la seconda edizione della Festa “La città che apprende”: un evento, promosso da Auser Nazionale, per trasmettere una visone dell’anziano come persona attiva, partecipe alle iniziative culturali, sociali e educative della sua città.
Quest’anno, in occasione del 60° anniversario della Liberazione, la Festa è stata dedicata al progetto Auser “Ieri è già domani”, che, in collaborazione con ANPI, Istituti della storia della Resistenza, Università, Istituzioni e Associazioni, e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha dato vita, in tutta Italia, a tantissimi incontri e iniziative per valorizzare i volti e i luoghi della memoria << Il 60° anniversario della Liberazione rappresenta una ricorrenza di straordinaria attualità per la nostra storia. – spiega la Presidente Auser Nazionale, Maria Guidotti – L’esperienza della lotta di Liberazione, nata dal rifiuto del fascismo, è un mosaico di memorie che costituisce la solida identità democratica del nostro Paese.>>
L’appuntamento con “La città che apprende” è divenuto così un’occasione per ripercorrere tratti di storia decisivi per la nostra democrazia e che ci consente oggi, forti dell’eredità del passato, di tessere il filo dell’impegno futuro assieme ai giovani, alle istituzioni, alla cittadinanza. <<L’originalità del progetto “Ieri è già domani”sta proprio nelle sua struttura complessa e articolata appositamente pensata per farlo aderire alle storie delle città che lo ospitano: storie spesso fatte di sofferenza, ma anche di lotta, storie scritte da gente comune , gente del mondo… “La città che apprende” si è fatta luogo di “ riconoscimento” e promozione del modello culturale alternativo che l’Auser ben rappresenta: incentrato sulla persona ,i suoi diritti, la sua libertà, che affonda le sue radici in una esperienza storica culturale sociale a larga diffusione, vissuta da intere comunità, dalla gente del popolo. Anche allora di fronte all’orrore di una violenza esasperata , la solidarietà, le reti relazionali, il legame tra le persone fecero vivere nelle nostre terre una delle pagine di storia più densa di significato, di bellezza, di valore: la resistenza. E non dimentichiamo che proprio da quella lotta , dalla sintesi perfetta di una pluralità di idee di valori di sensibilità, nacque poco dopo quel baluardo di democrazia oggi insostituibile più che mai che è: la Costituzione Italiana…>> afferma Edagarda Degli Esposti, Presidente di Auser Bologna.
E Bologna è stato proprio il centro da cui si sono irradiate le numerose manifestazioni della festa: la Montagnola, il Baraccano e tante strade e piazze della città, si sono riempite di spettacoli teatrali, proiezioni, mostre, concerti, danze… Ma la “città che apprende ha toccato anche tutti i luoghi simbolo della Regione <<Si potrebbe parlare della “regione che apprende” per l’articolazione diffusa in tutto il territorio regionale e per la grande partecipazione delle associazioni all’organizzazione delle manifestazioni.>> - spiega Giovanni Melli, Presidente dell’Auser Emilia Romagna.
Di particolare rilievo è stato certamente l’incontro di apertura“I valori, la Resistenza, la Costituzione”, che si è tenuto a Marzabotto, arricchito dalla toccante videointervista che Enzo Biagi ha voluto “regalare “ ad Auser.
Un’altra occasione importante è stato il dibattito “Attualità della costituzione Italiana nata dalla Resistenza”, che ha rappresento un momento di sintesi alta di tutta l’iniziativa.
La manifestazione si è poi conclusa al Parco della Montagnola dove si sono succeduti eventi teatrali, concerti e musica no stop fino a tarda ora in presenza di un pubblico fatto di tantissimi giovani ed anche anziani in collaborazione con “Volontassociate” , la prima Festa dell’Associazionismo e del Volontariato bolognese.

I mille volti dell'Auser di San Lazzaro

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Il nostro viaggio nel mondo dell’Auser questo mese approda a San Lazzaro: un Comune ricco di volontari molto impegnati, in cui vi è una forte coesione tra Auser e Servizi Sociali, e in cui non mancano i progetti originali e unici nel loro genere…

Anche a San Lazzaro l’Auser rappresenta una realtà sociale estremamente significativa e si inserisce come tassello fondamentale nella vita del Comune. Gli ambiti di intervento dei volontari sono molteplici e spesso si inseriscono in progetti proposti dal Comune e dall’azienda USL. << I progetti che seguiamo sono davvero tanti! – spiega Teresa Biondi, coordinatrice dell’Auser di San Lazzaro – Facciamo ad esempio parecchi servizi di trasporto per gli anziani che hanno bisogno di recarsi alle visite o ai corsi di psicomotricità organizzati dal Comune appositamente per loro; abbiamo volontari nel Museo e nella biblioteca… Anche l’Ausilio va moltissimo, sono tanti i volontari che portano la spesa a casa alle persone ..>>
Tra i progetti più originali troviamo certamente la “Stazione ecologica attrezzata” e il progetto “Aquilone”. Nella Stazione Ecologica i volontari Auser selezionano con premura gli oggetti ancora in buono stato, che vengono poi esposti in un apposito mercatino bisettimanale. Il ricavato derivante dalle libere offerte dei cittadini viene rigorosamente destinato a progetti socio assistenziali del Comune e del distretto di San Lazzaro.
I volontari dell’Aquilone offrono invece ai ragazzi disabili importanti momenti di socializzazione e svago. Il progetto è composto da tante attività ed è molto articolato: propone divertenti gite fuori porta, come Verona o Mirabilandia, pomeriggi allo Stadio ( per i più sportivi!), recite natalizie, laboratori artigianali e molto altro ancora…<< Il nostro scopo è quello di distogliere i ragazzi dalla routine quotidiana, concedendo così alle famiglie qualche momento di riposo… - illustrano i volontari del progetto – Il progetto funziona molto bene e ragazzi sono molto contenti perché hanno la possibilità di divertirsi e di socializzare. >>
Ma principalmente i servizi dell’Auser di San Lazzaro operano in stretta coesione con il Comune e l’USL.
In convenzione con l’Unità Sanitaria Locale i volontari Auser svolgono un importante progetto di Assistenza di Sala, che prevede il loro impiego all’interno dell’USL per dare informazioni e indirizzare gli utenti in difficoltà ai vari servizi e ambulatori, nonché una intensa attività di trasporto, compagnia , socializzazione destinata a portatori di handicap.<< Da tempo i rapporti tra Comune e Auser sono regolati da convenzione. – spiega l’Assistente Sociale Gregori – Quando una persona seguita dai nostri servizi ha bisogno di qualcosa, come ad esempio di essere trasportata a qualche visita o a qualche corso, noi individuiamo un volontario Auser che lo aiuti. Nel Comune di San Lazzaro abbiamo circa venti progetti individuali di questo genere. A essi si aggiungono i progetti collettivi, tra cui il più significativo è la consegna dei pasti a domicilio per gli anziani che vivono soli o fanno fatica a uscire. >>
Insomma… non ci possono essere dubbi: Auser a San Lazzaro è davvero un protagonista di primo ordine del welfare territoriale!

 

Il Gruppo Auser di Casalecchio. Intervista a Bruno Ardizzoia e Carla Carnevali

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Casalecchio è certamente uno dei comuni bolognesi in cui l’Auser è più attiva, basta pensare che durante lo scorso anno si svolti qui ben 5466 interventi tra servizi alla persona e alla comunità. Ovviamente tutto questo è possibile grazie al contributo di persone che da anni dedicano all’Auser gran parte del loro tempo, con costanza, impegno e soprattutto con tanto amore. Ma cosa fanno questi volontari? Come mai son approdati al Pianeta Auser? In questa intervista il coordinatore dell’Auser di Casalecchio, Bruno Ardizzoia, e la sua assistente Carla Carnevali ci raccontano la loro storia.

Bruno, come mai hai scelto di fare volontariato all’Auser?
Sono entrato per caso. Ho sempre lavorato in ospedale così, quando sono andato in pensione, ho deciso di continuare ad aiutare i bisognosi. Inizialmente pensavo di fare solo qualche servizio saltuario, ma poi le cose son andate diversamente…
Perché? Cos’è successo?
Nel 90 ho deciso di aprire l’Auser a Casalecchio. In un primo momento ho dovuto un po’ lottare, perché il Consiglio Comunale non era d’accordo, ma poi, grazie all’Assessore alle Politiche Sociali, siamo riusciti a far partire questo servizio, ed io sono diventato coordinatore.
Come si è evoluta la vostra attività in questi quindici anni?
Quando abbiamo cominciato eravamo solo sette volontari, poi siamo diventati dieci,…ora siamo sessanta voltari attivi, più molti soci. Un bel gruppo!
Inizialmente facevamo quasi solo trasporti, poi, col passare del tempo, le cose sono cambiate e il lavoro è aumentato molto, grazie soprattutto alla forte collaborazione che si è creata tra Auser e Comune.
Oltre che il Coordinatore fai anche il volontario?
Sì, sono come i Ferraresi, “A fag tòt mi!”. Come volontario faccio soprattutto dei trasporti di anziani, a seconda delle necessità. Sono anche il vice-presidente dell’Auser Bologna.
Cosa ti aspettavi quando hai deciso di fare il volontario? Sei contento della tua scelta?
Nell’insieme sono molto contento di tutto quello che ho fatto e sto facendo tuttora; certo fare il coordinatore impegna parecchio tempo…la mia non è una normale vita da pensionato!
E tu, Carla, come sei entrata a far parte di questa squadra?
La mia è una storia un po’ triste perché son arrivata all’Auser nel 95, dopo la morte di mio marito. Siccome ero molto giù, mia figlia, preoccupata,  mi ha proposto di entrare all’Auser. Inizialmente ero un po’ spaesata, ma poi mi sono trovata benissimo.
Che tipo di attività svolgi?
La maggiorparte del tempo sto in ufficio: ricevo dal Comune delle telefonate con le richieste degli utenti e cerco dei volontari per soddisfarle. Mi arrivano anche tante chiamate del Filo d’Argento.
Purtroppo non avendo la macchina non posso allontanarmi molto, però riesco a seguire delle persone che abitano in questa zona; ad esempio vado spesso a trovare una signora che esce solo se ci sono io!
So che a Casalecchio c’è un gruppo di volontari molto attivo…
Siamo molto fortunati perché i nostri volontari sono bravi e motivati. Il gruppo è molto unito, alcuni sono in servizio addirittura da 15 anni!
Ti pice fare la volontaria?
Quando sono entrata, come ho già detto, ero un po’ giù, ma poi questa attività mi ha dato grande soddisfazione e mi ha fatto sentire utile e importante!

 

Il Club meno Più organizza una gita all'azienda casearia

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Il Club Meno Più, il laboratorio di formazione permanente dell’Auser di Bologna, organizza per martedì 22 aprile un’escursione presso l’Azienda Casearia “Loddo Mazzone e Figli”, a Sogliano sul Rubicone (FC).
L’Azienda, di consolidata tradizione, è stata insignita nel 1982, del prestigioso “Albo d’ oro”. Nel corso della visita sarà possibile vedere l’allevamento con animali, il Caseificio, il Reparto di Affinamento e stagionatura di parte dei formaggi in un’anticha grotta di origine romana.. Oltre al pecorino di grotta, caratterizzato da aromi e sapori unici, sarà possibile apprezzare una vasta gamma di prodotti, come lo scuaquerone, il pecorino misto e puro, fresco e stagionato, provole, ricotte… Il pasto verrà consumato presso l’Azienda stessa oppure in un Agriturismo vicino.

La visita si svolgerà in Pullman privato in partenza da Bologna, in via Marconi 7-9. Il costo complessivo è di 40 euro, compreso il pranzo.

Per informazioni e adesioni
Per partecipare è necessario prenotare entro e non oltre il 7 marzo, telefonando al numero, 333/54.88.320 (Lia Brusa).